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Nell’ultima consultazione elettorale la Lega Nord ha avuto un buon risultato e come sempre in queste occasioni gli addetti ai lavori si sforzano di individuare le eventuali logiche sottostanti, la quale paiono essere; una politica caratterizzata dalla “tolleranza zero” sul fenomeno sicurezza e “sotto lo zero” contro gli immigrati, quest’ultima, messa in pratica dalle ore 17.00 in poi, cioè dopo che gli stessi hanno sgobbato nelle fabbriche del Nord produttivo.
A seguire, l’obiettivo “quasi” centrato del Federalismo e il radicamento territoriale in alcune Regioni del Nord.
Tuttavia, in relazione all’ultimo aspetto ci sono novità interessanti su alcuni esponenti di spicco del partito, ad esempio, il ministro dell’Interno,
Roberto Maroni, non è riuscito a far vincere la Lega nel comune dove è nato (Lozza, Varese) e dove si presentava anche la sorella Enza. Il segretario nazionale della Lega, Giancarlo Giorgetti è stato battuto nel suo paese di Cazzago Brabbia. Stessa sorte per due loro colleghe di coalizione di Governo, il ministro della Pubblica Istruzione, Maristella Gelmini, che a Pedenghe del Garda, dove abita, ha assistito alla sconfitta della lista PDL. A
Calolziocorte, dove abita il neo ministro del Turismo, Michela Brambilla, il PDL si è fermato al 23%. Il dubbio a questo punto è: “nessuno è profeta in patria” oppure: “se li conosci li eviti”? (Domenico Serrone)
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